Home sweet Home (Torino 2012)

The remnants of the nomad stallholders become fertile grounds for the local people: immigrants of various nationalities and italians are concentrated in finding useful debris. The scene becomes an alternative market, a huge tragic "home sweet home". I banchetti dei venditori ambulanti lasciano la scena alla gente che vive il quartiere; extracomunitari di diverse nazionalità ma anche tanti italiani che osservo assorti nel recuperare resti di ogni tipo. E'il momento del mercato alternativo, una grande "Casa dolce casa" ribaltata.

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A place to be (Iceland 2011)

A route of discovery, a psysical and interior space. You can make out a path that leads to the house. That place where man finds his identity through his journey. A journey from inside towards the outside of a naked body. A bare house, incomplete and abandoned, a quest that is never satisfied. Un percorso di ricerca, uno spazio fisico e interiore. S’intravede la via per raggiungere la casa. Quel luogo dove ritrovare la propria identità di uomo attraverso il viaggio. Un viaggio dall’interno verso l’esterno di un corpo nudo. Una casa spoglia, incompleta e abbandonata, una ricerca mai soddisfatta.

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Naples sacred and pagan (2011-2012)

Naples, a game that is both empty and full, a silence behind the deafening sounds of mopeds that scream around the 'Vicoli della sanita', a silence amongst the whistle of a firework, as naive as a little girl from Forcella. The street turns into a living room, a place to pray and worship and amid the confused voices of tourists and stall-holders I get swept away by the paganism and sacredness of a city of a thousand faces. Napoli, un gioco di vuoti e di pieni, un silenzio dietro il suono assordante dei motorini nei Vicoli della Sanità, un silenzio tra il fischio dei giochi pirotecnici e quelli più ingenui di una bambina di Forcella. La strada diventa soggiorno, luogo di culto e preghiera, tra voci confuse di turisti e venditori ambulanti, vengo travolto dall'aspetto pagano e sacro di una città dalle mille facce.

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Hackney's Flags (Hackney, East London 2011-2012)

Hackney is one of the of the many areas of London populated with a Tower of Babel of languages, a multitude of color, habits and ethnic groups that intersect and coexist in empathy. Hackney will host the 2012 Olympic games. This year its multiethnic and multicultural appearance will be enriched with the multi-sports appearance. Some parts of the city are changing for this reason. New buoldings and venues for athletes, Media and facilities for people are transforming the urban landscape. The changing of the human landscape, instead, has been evolving for several years, since many Londoners have decided to move to this area, starting to open businesses and daily life within this tower of babel. I captured some examples of people that live that piece of the city, with their thoughts, their movements and their slices of life. Hackney is a “slice” as many that make one “big pie” which is London. Hackney East London Hackney è una delle tante aree di Londra popolate da una torre di babele di linguaggi, da una moltitudine di colori, abitudini ed etnie che si incrociano e convivono in armonia. Hackney ospiterà le future Olimpiadi del 2012. Quest’anno il suo lato multietnico e dai volti culturali diversi, si arricchirà anche dell’aspetto multisportivo. Alcuni lati della città stanno per ovvi motivi cambiando. Nuove costruzioni e centri d’accoglienza per gli atleti, media e per il pubblico che li seguirà, stanno trasformando parte del paesaggio urbano. Il cambiamento del paesaggio umano è invece in evoluzione da alcuni anni, da quando molti cittadini londinesi hanno deciso di trasferirsi in questa zona, iniziando ad aprire attività e a vivere il loro “quotidiano” all’interno della Torre di Babele. Ho avuto modo di “catturare” alcuni esempi di persone che vivono questa fetta, con i loro pensieri, i loro movimenti e i loro spaccati di vita. Hackney è una fetta come tante che compongono quella grande pastiera che è Londra.

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Rifugiati Somali per Unicef

Associazione Italo-Somala "SAHAN", 2010

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